Debito Pubblico Italiano: a quanto Ammonta, Record Storico, Storia

Cos’è il debito pubblico italiano? Un peso enorme che il nostro Paese si porta dietro da moltissimo tempo. Ti basti pensare che nel dicembre del 2018 ha raggiunto l’impressionante cifra di 2.316 miliardi di euro, cioè il 132.1% del Pil. A quanto ammonta oggi? Vediamo insieme qualche dato, come si è sviluppato e il record storico.

Debito pubblico italiano: cos’è?

La definizione di debito pubblico è piuttosto semplice, dal momento che stiamo parlando del debito che lo Stato italiano ha contratto nei confronti dei privati, quindi imprese, famiglie, banche ordinarie. Ribaltando il concetto, si può affermare che le figure appena elencate sono creditori dello Stato.

Come si crea il debito pubblico? Anche in questo caso la risposta è facile: quando uno Stato ha spese superiori alle entrate. Quando il disavanzo che si è venuto a creare da questa condizione non può essere colmato dalla stampa di nuovo denaro, lo Stato deve correre ai ripari emettendo dei titoli. Nella fattispecie per titoli si intendono le obbligazioni del Tesoro che, una volta messe all’asta, verranno acquistate offrendo al compratore un determinato tasso di interesse.

Debito pubblico: un po’ di storia

Durante il corso della storia italiana, le fasi che hanno visto esplodere il debito pubblico sono state numerose, anche se tali condizioni ovviamente negative sono rientrate dopo qualche anno, fino a portarci all’oramai cronica situazioneche dura da oltre trent’anni.

Il primo boom si è verificato nel 1897, nel momento della crisi economica della fine 800, raggiungendo il 117% del Pil. Successivamente, durante il periodo giolittiano, protagonista di una crescita economica impetuosa, il Pil torna al 70%, situazione da considerarsi particolarmente positiva perché concretizzatasi in concomitanza delle spese correlate alla guerra in Libia.

Successivamente il debito pubblico torna però a salire nuovamente. Più precisamente, durante il primo conflitto mondiale tocca il livello record del 160% del Pil con l’ovvia motivazione dei finanziamenti delle spese belliche. Per essere più precisi sull’impennata avuta, nel 1913 prima della guerra era attestato al 71%, nel 1918 al 99% fino al già citato record del biennio rosso, 1919/20. Solamente dopo qualche anno, con la cancellazione dei debiti di guerra, il debito pubblico tornerà a scendere.

Durante la Grande Depressione, alla fine degli anni ’20, gli effetti della crisi causano un nuovo rigonfiamento del debito, riportandolo di poco sotto il 90% anche se a metà degli anni ’30 un buon andamento economico generale lo riporta al 79%. Ma la terza delle grandi esplosioni, come anticipato, avviene in concomitanza del secondo conflitto mondiale, riportandolo nel 1943 al 108% per poi crollare nel dopoguerra, causa un’inflazione spaventosa, al 40%.

La situazione del debito pubblico oggi

Per comprendere meglio la situazione attuale, ti basti pensare che il gravoso peso che ancora oggi ci portiamo sulle spalle, ha cominciato la sua ascesa a metà degli anni ’70 dando inizio alla quarta fase di boom. Tale fase, nonostante ad oggi sia attestata attorno al 133% del Pil, quindi ancora lontana dal record storico, è la prima della storia d’Italia in cui non si sta riuscendo a riassorbire il debito.

Per la precisione nel 2007 si era riusciti a scendere dopo molti anni sotto la soglia critica del 100%, ma la grande crisi cominciata nel 2008 ha vanificato tutti gli sforzi fatti per frenare quello che sarebbe diventato negli anni a venire un vero e proprio disastro, tra l’altro più volte preannunciato. Ad oggi infatti, il debito pubblico ha passato la soglia dei 2.400 miliardi di euro, raggiungendo quindi in termini assoluti e non rapportato al Pil, il massimo storico.

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