Guerra Commerciale tra USA e Cina: Cos’è, Perchè Avviene, Conseguenze e Scenari Futuri

Nel marzo 2018, precisamente il 22 del mese, ha ufficialmente inizio la guerra commerciale tra USA e Cina. Si tratta di una disputa commerciale che ha avuto inizio nel momento in cui Dondald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha deciso di imporre salati dazi doganali su tutti i prodotti cinesi. Questa scelta ha avuto conseguenze che sono sfociate nella più recente guerra delle terre rare. 

La scelta di Trump

La politica commerciale di Trump è stata giustificata parlando di commercio cinese eseguito con pratiche scorrette. In realtà, come sottolineato da un gran numero di economisti esperti in commercio internazionale, è evidente che la guerra commerciale ha come motivo il dominio tecnologico. Naturalmente questa guerra commerciale presenta dei background molto complessi, che non interessano solo il campo economico ma anche quello politico. 

Gli Stati Uniti hanno infatti accusato i servizi di intelligence cinesi di aver rubato un gran numero di informazioni segrete inerenti tecnologia militare americana e la proprietà intellettuale di alcune ricerche e scoperte nel campo scientifico e tecnologico. Questi furti avrebbero portato le aziende americane a trovarsi in svantaggio rispetto ai mercati cinesi che, grazie ai furti, hanno inserito nei mercati tecnologie direttamente in competizione con quelle americane. 

Un’ulteriore punto di disaccordo tra Usa e Cina è relativo alla particolare politica cinese che interessa investimenti direttidelle società estere in Cina. Nello specifico, in alcuni settori tecnologici le società straniere non possono operare direttamente ma devono necessariamente creare delle joint venture con un partner cinese al quale andranno poi i diritti della proprietà intellettuale. 

La risposta della Cina

Come si può facilmente immaginare, in seguito all’aumento dei dazi da parte degli Stati Uniti la Cina non è rimasta a guardare e in meno di un mese ha risposto con la stessa moneta, ossia imponendo dazi altrettanto elevati su oltre cento particolari prodotti statunitensi, tra cui la soia. Gli Stati Uniti sono i maggiori esportatori di soia in tutto il mondo e la Cina da oltre trent’anni importa questo prezioso legume dagli USA risultando seconda solo al Brasile. 

I continui incontri tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping hanno portato a momenti di maggiore o minore tensione tra le due potenze tecnologiche. Nel marzo 2019, ad esempio, la Cina sembrava aver fatto un passo avanti verso gli USA approvando una legge che entrerà in vigore nel 2020 e che proibisce in maniera chiara, l’obbligo di trasferimento delle proprietà intellettuali per tutte quelle aziende che operano sul territorio cinese. Inoltre, verrà garantita una maggiore protezione e sicurezza non solo sulla proprietà intellettuale ma anche sui progetti commerciali. 

L’estate 2019 e la guerra delle Terre Rare

Se la primavera del 2019 sembrava aver portato un equilibrio che poteva fare immaginare una tregua del conflitto commerciale tra USA e Cina, l’estate ha invece visto un cambio di direzione. I primi di agosto, infatti, Pechino sceglie di bloccare l’acquisto dei prodotti agricoli USA. Questa azione colpisce fortemente tutti gli stati rurali degli USA, quelli che maggiormente hanno sostenuto Trump alle elezioni. 

Un ulteriore motivo di tensione deriva dalla sempre maggiore intenzione, da parte della Cina, di utilizzare le Terre Rare come ulteriore arma commerciale contro gli Stati Uniti. Le Terre Rare sono tutti quegli elementi chimici che vengono utilizzati per la realizzazione di microchip, di superconduttori, di fibre ottiche laser e molto altro. Come si può facilmente comprendere dal nome, si tratta di elementi chimici molto difficili da trovare in natura: la Cina estrae circa l’85% delle Terre Rare oggi utilizzate al mondo potendo quindi utilizzare questo predominio come arma per definire le sorti della guerra dei dazi.

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