Simulazione Prestiti: i migliori siti in cui fare preventivi e simulazioni

Confrontare le offerte di finanziamento disponibili sui diversi siti online e compararle al fine di reperire i tassi più competitivi sul mercato, è una obiettivo che perseguono diverse piattaforme in rete. Orientarsi tra queste e scegliere quella più affidabile può tradursi in un difficile compito, data l’enorme offerta presente sul mercato web. A tal fine ho pensato di guidarti con alcune brevi e semplici indicazioni. Vedremo, più precisamente, quali sono i siti più completi che dedicano maggiore attenzione a fornirti le informazioni e le condizioni in modo completo e non parziale riguardanti una specifica operazione di prestito o finanziamento. Ti indicherò, poi, per ogni sito quelle che sono le sue caratteristiche principali onde potrai valutare liberamente a quale dominio far visita. Ovviamente, ti segnalerò anche, ove prevista, la possibilità di eseguire una simulazione di prestito personale online, così da poter avere un quadro certo dell’operazione.

Calcolo Prestiti

Buona affidabilità e serietà presenta il sito web www.calcoloprestiti.it, realizzato in collaborazione con www.calcoloprestiti.it, azienda leader del settore dell’intermediazione di prestiti e finanziamenti online.
Accedendo alla pagine principale dal link che ti ho riportato sopra, e selzionando a categoria Prestiti Personali, potrai gratuitamente confrontare le diverse offerte presenti su internet. A tal fine, la piattaforma del Sole 24 ore predispone una scheda da compilare in cui inserire diversi dati: finalità del finanziamento, importo del prestito, durata del prestito, assicurazione, reddito mensile netto, tipo di impiego, ecc. Una volta compilato, potrai immediatamente confrontare le migliori offerte disponibili, gratuitamente e senza impegno.

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Come Fare un Bonifico Bancario

Il bonifico bancario, oltre ad essere una delle forme di pagamento più adottate in assoluto, si dimostra al tempo stesso anche una delle più semplici operazioni in assoluto in materia di trasferimento fondi. Il passaggio di denaro da un conto corrente ad un altro verte sull’identificazione del codice IBAN: in questo modo, infatti, si è sicuri che la somma di denaro venga effettivamente trasferita a quel determinato beneficiario. Da notare che l’operazione in questione è fattibile anche se i conti correnti sono stati sottoscritti con diversi istituti di credito.

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Come Compilare un Assegno Bancario

Gli assegni bancari sono un sistema di pagamento molto in uso. Possono essere utilizzati da coloro che hanno un conto corrente presso un istituto bancario. Pertanto, sapere come compilare un assegno bancario è molto utile, specie se in un dato momento non si può contare su denaro liquido. In questa guida completa ed esaustiva, ti spieghiamo come portare a termine quest’obiettivo presso una banca. Va data massima attenzione a tutti i passaggi, affinché ni ti imbatta in un’errata compilazione che, di fatto, renderebbe l’assegno bancario inutilizzabile oppure nullo.

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Assegno Circolare: Cos’è, Come Richiederlo, Incasso e Scadenza, Differenza con il tradizionale assegno Bancario

Devi acquistare beni di importo considerevoli, lasciare una caparra o devi effettuare pagamenti di importo considerevole e vuoi avere una prova che attesti l’avvenuta riscossione della somma? La soluzione migliore è ricorrere all’assegno circolare. Quest’ultimo lo puoi richiedere anche quando vuoi essere sicuro di poter incassare in modo certo eventuali somme che hai diritto di ricevere.

Cos’è l’assegno circolare

L’assegno circolare è uno strumento di pagamento, emesso dalle banche e che assicura la certezza dell’incasso. Tecnicamente rappresenta un titolo di credito, in base al quale si promette il pagamento di una somma di denaro a un determinato beneficiario. Per ottenere un assegno bancario devi rivolgerti alla banca presso il quale disponi di un conto, che lo emette a favore del soggetto beneficiario, impegnandosi a garantire il pagamento a vista delle somme indicate sul titolo. È importante notare che l’A/C può essere emesso solo dalle banche autorizzate dalla Banca d’Italia e solo se sul conto esiste una provvista ovvero una somma almeno pari all’importo del titolo. Questi presupposti, indicati dalla legge, hanno la funzione di assicurare il buon fine dell’incasso.

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Codice Bic Swift: Cos’è, A cosa Serve, Dove si Trova e perchè è indispensabile per i Bonifici Esteri

Quando apriamo un conto corrente ci viene dato il codice IBAN che tutti conosciamo in quanto utilizzato maggiormente per ricevere dei pagamenti come ad esempio la busta paga ed insieme a questo ci viene rilasciato in automatico un secondo codice chiamato BIC SWIFT e ci siamo chiesti almeno una volta a cosa serve, proveremo a spiegare utilizzo e importanza.

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LA RIFORMA DI BANKITALIA E I BENEFICI PER LE BANCHE AZIONISTE (A CARICO DELLO STATO)

Il governo ha messo nero su bianco la proposta di riforma del regime giuridico sulla Banca d’Italia. L’impostazione di fondo è quella del mantenimento del capitale in capo a soggetti privati, per cui l’intervento è stato centrato in particolare sul valore economico attribuibile alla banca centrale. Interessante l’analisi dei benefici che il nuovo regime attribuisce ai soggetti coinvolti.

Il 27 novembre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge n. 133, con il quale sono state introdotte rilevanti innovazioni sulla disciplina giuridica della Banca d’Italia: gli obiettivi dichiarati sono la riduzione del peso dei singoli partecipanti privati nel capitale e, soprattutto, la rivalutazione delle quote di partecipazione a complessivi 7,5 miliardi di euro.

Il capitale pre-decreto era di 156mila euro (300 milioni di lire): valore definito dalla legge di riforma bancaria del 1936, che attribuì le funzioni alla Banca d’Italia, creò un modello peculiare basato sull’azionariato privato (soluzione trovata all’epoca per non concentrare troppo potere di influenza nelle mani del Tesoro) e regolamentò i meccanismi di funzionamento dell’azionariato. Di seguito sono riportati i soci più rilevanti di Palazzo Koch.

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PERCHE’ LA RIFORMA DI BANKITALIA NON PUO’ FUNZIONARE

Dall’analisi degli effetti della riforma di Bankitalia non si riesce a trovare un solo elemento di convenienza per lo Stato: penalizzante dal punto di vista economico, inconcludente sotto il profilo della migliore governance per la banca centrale italiana…

Post collegato a “La riforma di Bankitalia e i benefici per le banche azioniste (a carico dello Stato)”.

Nel post precedente sono stati analizzati i contenuti e alcuni aspetti economici del recente decreto legge 133, in relazione alla parte in cui l’esecutivo ha riformato alcuni aspetti sostanziali della normativa sulla Banca d’Italia. Approfondiamo ora alcuni aspetti precedentemente lasciati in ombra, al fine di meglio contestualizzare e valutare l’operato del governo.

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SALVATAGGI BANCARI: FINORA OLTRE 5.000 MILIARDI DAI CONTRIBUENTI

Le cifre sono aggiornate a fine 2011, ma oggi sono già superate di molto. Il cortocircuito fra cause  (banche anglosassoni) e benficiari della crisi, in particolare in Europa.Un recente studio di Mediobanca ha aggiornato il costo degli aiuti pubblici forniti alle banche di Europa e Stati Uniti: in 4 anni 4.700 miliardi di euro, più o meno il Pil di Germania e Francia messe insieme. L’analisi parte dal fallimento di Lehmanh Brothers e arriva sino al novembre 2011.

Il costo finora sostenuto dai contribuenti è enorme, ma la cifra è destinata a salire notevolmente. Se, infatti, negli Stati Uniti i piani di sostegno del sistema creditizio sono fermi (e addirittura i rimborsi procedono con buon ritmo), in Europa la situazione è in continuo deterioramento. Nell’analisi di Mediobanca non sono riportati, ad esempio, i 114 miliardi di euro di obbligazioni emesse dalle banche italiane con garanzia statale utilizzati come collaterale per chiedere denaro alla Bce (e garanzie pubbliche simili sono state concesse anche i altri Paesi euro), come descritto nel post Economy2050 “Garanzia pubblica sulle obbligazioni private (delle banche)“; nè i due miliardi di Tremonti Bond chiesti dal Monte dei Paschi a giugno; nè le decine di miliardi di euro approvati dall’Eurozona per sostenere le banche spagnole o per la ricapitalizzazione del sistema ellenico.

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IL DECLINO INDUSTRIALE DELL’ITALIA (SECONDO BANKITALIA)

Un report della Banca d’Italia ha illustrato i numeri (molto preoccupanti) del declino manifatturiero italiano e indagato sulle sue cause. Secondo Via Nazionale non è ancora troppo tardi per recuperare la competitività perduta, a patto di agire con rapidità e con interventi radicali. 

Un recentissimo studio pubblicato nella collana Questioni di economia e finanza della Banca d’Italia intitolato “Il sistema industriale italiano tra globalizzazione e crisi” ha analizzato, con ampio corredo di dati, il declino produttivo in corso ormai da anni in Italia. Le crude cifre hanno fotografato il disastroso trend assunto dal sistema industriale nazionale: l’evidenza di fondo è che tutti i settori della manifattura italiana si sono contratti in modo notevole rispetto a quanto producevano prima del 2008 (si legga a tal proposito anche il post “L’industria italiana si sta spegnendo”). Una decrescita che si configura oggettivamente come la più intensa del secondo dopoguerra e che presenta caratteri di declino strutturale evidenti.

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DEBITO PUBBLICO: CHI PRESTA SOLDI AL TESORO ITALIANO? BCE E BANCHE

Il 2012 sta registrando la grande fuga degli stranieri dal debito italiano, sostituiti dalla BCE e dalle banche italiane (grazie alla BCE). Un debito così enorme mette a rischio gli obiettivi di bilancio a causa della componente minoritaria degli investitori internazionali.

La Banca d’Italia, nel supplemento al bollettino statistico dedicato alla finanza pubblica di metà luglio, ha pubblicato i dati aggiornati relativi al debito pubblico. Da segnalare, innanzitutto, il nuovo record assoluto raggiunto in maggio, a 1.966,3 miliardi di euro: 1.855  miliardi sono dello Stato, 111,3 riferibili alle amministrazioni locali. I titoli del debito pubblico in circolazione, la componente di debito cui si riferisce il famigerato spread, sono 1.625,7 miliardi. La crescita è di 17,1 miliardi su aprile, di 68,4 miliardi dal 31 dicembre 2011. L’aumento mensile è in parte attribuibile al fabbisogno di maggio (6,2 miliardi), ma principalmente alla ricostituzione delle disponibilità liquide detenute dal Tesoro (nel mese +8,3 miliardi, a 35,8). Poiché le disponibilità liquide del Tesoro presso la Banca d’Italia ammontano a 35,7 miliardi di euro, il debito effettivo al netto della liquidità ammonta a 1.930,5 miliardi (+8,7 miliardi rispetto ad aprile, +56,9 miliardi rispetto a dicembre 2011).

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